Una nuova visione della carità
Teatro di guerra è la mia riflessione sugli orrori della guerra che ci raggiungono quotidianamente attraverso gli schermi dei nostri dispositivi. Quest'opera è liberamente ispirata a un capolavoro del maestro barocco Paolo Pagani, Dio Padre fra due putti, ovvero la rappresentazione della Carità, custodito nella casa Museo di Castello, in Valsolda, che è il borgo che si vede sulle montagne a destra del sipario.
A differenza del quadro originale i putti sono cresciuti e diventano portatori di speranza e di una nuova carità trasformando l'orrore della guerra in una promessa per un futuro più luminoso, rappresentato dalla bellezza della valle in cui vivo, mentre il diavolo sbircia impaurito e allibito, riconoscendo che la guerra è opera esclusiva dell'uomo.
Appollaiato sul sipario, che raffigura Gaza bombardata, un gioco di forme tra una colomba e una bomba, richiamo al mio precedente dipinto Scambiatevi un segno di pace, ci ricorda quanto guerra e pace siano un loop costante della natura umana.
Teatro di Guerra è la speranza che le prossime generazioni rompano finalmente le catene della divisione e si avvicinino al mondo con una lungimiranza spesso assente in coloro che ci governano, ignari delle lezioni della storia.




